Giovanni Darif
Coppia di piccoli ritratti su vetro
1840 circa
Fixé sous verre, diametro 13 cm ciascuno.
I dipinti eseguiti con la preziosa tecnica del fixé sous verre ebbero una notevole diffusione nella Milano tardo-romantica. Scorrendo gli inventari delle numerose collezioni formatesi in quel periodo è facile imbattersi in vedute, ritratti o scene storiche dipinte a olio su un tessuto molto fine che veniva incollato all’interno di un vetro leggermente bombato.
La tecnica del fixé fu inventata in Francia da Arnaud Vincent de Montpetit intorno alla metà del XVIII secolo e importata in Italia da Giovanni Migliara nel corso del secondo decennio dell’Ottocento.
Non erano molti gli artisti che si cimentavano con questa tecnica particolare, molto simile alla miniatura, che dava vita a opere soggette a facile deperibilità e per la cui conservazione esisteva una fitta lista di controindicazioni, tanto è vero che è molto raro trovare esemplari integri.
Se nelle vedute e nella scena storica primeggiava Migliara, ricercato soprattutto per i suoi caratteristici interni chiaroscurali, nel ritratto Giovanni Darif batteva la concorrenza di Michelangelo Fumagalli e Pietro Bagatti Valsecchi. Giunto a Milano da Venezia, Darif, dopo essersi dedicato alla pittura tradizionale guardando prima ad Appiani e poi ad Hayez, si ritagliò un posto di primo piano sulla scena artistica milanese quando decise di specializzarsi nell’esecuzione dei fixé sous verre, di cui diventò un vero e proprio virtuoso.
I nostri ritratti in pendant, che raffigurano una tipica coppia di metà Ottocento, confermano come l’artista riuscisse a sfruttare al meglio le potenzialità del fixé. Soprattutto il ritratto della gentildonna si rivela essere un trionfo di luminosità e trasparenze.
Bibliografia: A. Massing, Arnaud Vincent de Montpetit and Eludoric Painting, in “Zeitschrift für Kunsttechnologie und Konservierung”, 1993, n. 7, pp. 359-368; A.M. Zuccotti, B. Falconi, Pittura su avorio, su smalto e su porcellana: cenni storici e aspetti tecnici, in “Capolavori in smalto e avorio: Pietro Bagatti Valsecchi e la miniatura d’apres”, catalogo della mostra, Milano 2004, pp. 22-33.


