Eliseo Sala
Ritratto di gentiluomo in montagna
1850 circa
Olio su tela, 73 x 57 cm.
Intorno alla metà del XIX secolo le montagne significavano un’avventura verso l’ignoto. In effetti una buona parte delle montagne del centro Europa era ancora sconosciuta e la letteratura romantica aveva trovato nelle montagne una ricca miniera di argomenti: leggende, animali fantastici, paesaggi minacciosi; facilmente una tempesta poteva trasformarsi, nelle pagine degli scrittori, in un incubo di furia atmosferica popolato di mostri che ululano e scaricano raffiche di fuoco.
Per queste ragioni è ovvio che il fascino era tanto, ma i veri alpinisti pochi. Il personaggio del nostro dipinto è sicuramente uno di quei pochi.
Eliseo Sala lascia Milano nel 1849 per ragioni patriottiche e si stabilisce a Torino fino al 1856. Ed è a questo periodo che si può far risalire il nostro ritratto. Torino era sicuramente la città d’Italia che, per tradizione storica e per ubicazione geografica, più sentiva il fascino della montagna. Eliseo Sala ritrae il suo committente dallo sguardo intenso, in un paesaggio sfumato ma sicuramente di alta montagna, data la quasi totale mancanza di alberi, vestito con una bella giacca da viaggiatore e con in mano un cappello a larghe tese per ripararsi dal sole durante la salita.
Dipinto con mano veloce, in alcuni dettagli quasi come fosse un bozzetto, il nostro dipinto è una bella sintesi della poetica del Sala: una gran naturalezza delle pose accompagnata da una precisa restituzione dei dettagli ambientali e di costume, caratteristiche che lo porteranno, al suo ritorno a Milano, ad essere il vero concorrente di Hayez.
Bibliografia di riferimento: Eliseo Sala. Un ritrattista e la sua committenza nell’Italia romantica (1813-1879), catalogo della mostra a cura di S. Rebora, Cinisello Balsamo 2001.

